Il Coronavirus sta mettendo a dura prova anche gli imprenditori italiani del settore Matrimonio, a tutti gli effetti un segmento dell’economia degli Eventi e del Turismo. Tra nozze rinviate e cali del fatturato in alcuni casi anche del 100%, aziende e professionisti alzano la voce e chiedono aiuto al Governo.

Duecentoventimila matrimoni celebrati in Italia nel 2019. Un fatturato da 10 miliardi di euro per l’organizzazione, che arriva a 40 miliardi se si considerano tutte le voci di spesa che i futuri sposi devono sostenere. Circa 83 mila le aziende coinvolte nel giro del Wedding e 1 milione i lavoratori dell’indotto. 

Questa è l’industria dei matrimoni in Italia tradotta in numeri. Cifre che dimostrano quanto il settore sia un volano per l’economia del Belpaese, a tutti gli effetti parte del segmento degli Eventi e del Turismo. Cifre dietro cui si celano storie di imprenditori – piccoli o grandi che siano – che ormai da un paio di mesi fanno i conti con l’emergenza Coronavirus e lo stop alle loro attività. E che adesso hanno deciso di farsi sentire, di chiedere aiuti concreti al Governo per il sostegno del comparto. 

Con il decreto ministeriale del 4 marzo (articolo 1, comma 1), infatti, sono state “sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato”.

Uno stop forzato ed inevitabile che ha generato lo slittamento dei matrimoni previsti nei mesi primaverili ed estivi a fine anno, se non direttamente al 2021 o al 2022. Dunque, con un blocco degli incassi anche del 100% per alcune categorie. Incassi che, in un settore stagionale come quello del Wedding, si riducono proprio ai mesi ora in corso. 

Stando ad una elaborazione su dati Istat resa nota a “Mi Manda Raitre”, sono 17 mila i matrimoni già “saltati” perché previsti tra marzo e aprile; e oltre 50 mila è il numero di quelli che dovrebbero essere celebrati tra maggio e giugno.

“La perdita stimata per il business degli eventi, essendo annullati in anticipo quasi tutti gli appuntamenti del 2020, è di circa 26 miliardi di euro, di cui il settore del Wedding subisce un calo secco dei ricavi del 100%” ha dichiarato lo scorso 7 aprile, al Sole 24 ore, Michele Boccardi, Presidente di Assoeventi. “Il business dell’organizzazione dei matrimoni negli ultimi tre anni ha registrato un boom del 33%”.

Destination Wedding: “Fatturato annullato” 

In parallelo ai matrimoni italiani corre anche la macchina del Destination Wedding, cioè le nozze delle coppie straniere nel Belpaese: secondo i report del Centro Studi Turistici di Firenze, nel 2019 sono stati oltre 9.200 i matrimoni di stranieri in Italia, un fenomeno che ha generato oltre 473 mila arrivi e più di 1,5 milioni di presenze. E il fatturato? 540 milioni di euro, in netta crescita rispetto all’anno precedente quando si è attestato sui 500 milioni di euro. 

In questo settore prestano il loro servizio migliaia di piccole e medie aziende, tra cui oltre 8.500 location (hotel, ville, ristoranti), 2.000 catering, 8.000 studi fotografici, 2.500 Floral Designer, 6.500 gruppi musicali, 3.500 agenzie di Wedding Planner. A cui si deve poi aggiungere l’indotto.

Noi non lavoreremo e non fattureremo per tutto il 2020 – sottolinea Serena RanieriDestination Wedding Planner e promotrice di una petizione che ha già raggiunto quota 1500 firme -. Nella migliore delle ipotesi, vedremo il 2021 con un decremento del fatturato di più del 70%”.

Gli imprenditori del matrimonio ed eventi alzano la voce: tutte le iniziative

Ed ecco che adesso, a distanza di oltre un mese dall’inizio del provvedimento, gli imprenditori italiani del Matrimonio alzano la voce. E lo fanno con petizioni online, lettere aperte al Governo, raccolte di testimonianze.

Moda Sposa, rimandato di nuovo il Sì Sposaitalia di Milano

Lo stilista di abiti da sposa Gianni Molaro, come riporta l’Ansa, ha puntato i riflettori sulla questione matrimoni: “Fino a fine anno – spiega – avevo in programma di realizzare gli abiti da sposa e da cerimonia di circa 200 matrimoni. Con il Coronavirus sono saltate le nozze di aprile e di maggio. Ma le spose che avevano programmato i matrimoni per giugno, luglio e agosto sono ancora nel limbo. Possibile – conclude Molaro – che con un settore vitale per l’economia come quello dei matrimoni, finora non sono stati fatti provvedimenti da parte del Governo?”.

Restando proprio in tema di Moda Bridal, l’organizzazione del Sì Sposaitalia Collezioni, la principale fiera di settore italiana che a Milano fa da vetrina alle nuove collezioni sposa, sposo e cerimonia, ha annunciato un secondo rinvio della manifestazione: in origine in programma dal 17 al 19 aprile, è stata prima rimandata dal 25 al 28 giugno e ora dal 24 al 27 settembre 2020.

Imprenditori italiani del Matrimonio firmano una lettera aperta al Governo

Intanto, dalla Sicilia è partita una lettera aperta che oggi porta le firme di centinaia di imprenditori italiani che lavorano nel settore del Matrimonio: stilisti, titolari di atelier, proprietari di strutture ricettive, Wedding Planner, Flower Designer… Tutte le categorie sono coinvolte.

“Abbiamo smesso di lavorare come ci avete chiesto – scrivono -. Lo abbiamo fatto con diligenza e rispetto, tenendo a cuore le sorti del nostro Paese e della sua gente. Lo abbiamo fatto in questi mesi che per noi sono quelli più importanti dell’anno, quelli in cui generiamo gran parte del nostro fatturato: le chiusure di marzo ed aprile hanno abbattuto il nostro fatturato di almeno il 50%. In alcuni casi, addirittura del 100%. Noi, però – aggiungono -, non possiamo permetterci di affrontare un anno “sabbatico”.

Questo è il link per sottoscrivere la lettera.

Industria del Matrimonio in crisi, le richieste degli imprenditori

Non solo parole, però. L’elenco delle richieste c’è ed è concreto. Tra le misure su cui si fa maggiore pressione ci sono: “Indicazioni e tempi certi per la futura ripresa dei matrimoni e degli eventi in Italia, la sospensione delle cartelle esattoriali e dei tributi per il 2020, accesso a finanziamenti a fondo perduto per le aziende e indennità per i lavoratori autonomi”, sottolineano dell’Associazione Wedding Industry italiana.

“Come già avvenuto nelle aree del sisma 2016, proponiamo la concessione di un contributo a fondo perduto (da prendere dal Pon 2014-2020, ndr) nei confronti delle imprese turistiche, trasversalmente intese come da articolo 61 del Decreto Cura Italia, che abbiano registrato una riduzione del fatturato nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2020 e il 30 giugno 2020 superiore al 50% rispetto a quello registrato nel periodo 2019″, dichiara il presidente di Assoeventi, Michele Boccardi, in un articolo pubblicato il 17 aprile su La Gazzetta del Mezzogiorno. Una richiesta già inoltrata al Governo, con una nota congiunta di Assoeventi e Federturismo. “Non possiamo bussare alle banche per avere credito e indebitarci ulteriormente senza ricavi”.

In più, “perché non creare un gruppo di studio, una task force di professionisti del settore Matrimoni da coinvolgere per definire regole, strumenti e direttive che tutti gli operatori del comparto dovranno seguire non appena gli eventi riprenderanno, così da essere tutti allineati con le stesse linee guida?”, propone Andrea Naar Alba.  

Intanto, con un post sulla sua pagina Facebook, il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli scrive: “Stiamo lavorando per garantire indennizzi a fondo perduto alle PMI colpite dall’emergenza Coronavirus. Sono in continuo e costante confronto con gli imprenditori, le associazioni di categoria e i corpi intermedi per mettere in piedi una misura che tenga conto delle esigenze di tutti. Lo so – conclude -, è doloroso perdere oltre un mese di lavoro e stringere ancora i denti, ma non siete soli e farò di tutto per dimostrarvelo con i fatti concreti”. 

Fonte: Sposi Magazine